GALLIANI EUGENIO

Brescia antica

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In Campagna

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Nato a Meda nel 1943 risiede a Carugo (CO), fin dalla giovane età frequenta le botteghe di intaglio nella città natia, luogo famoso per i maestri del mobile in stile. DSal 1959 al 1963 frequenta nella stessa Meda la scuola di disegno artistico, che sarà costretto  a lasciare per motivi economici. Nel 1999, in seguito ad un incontro casuale presso la bottega d’arte di Osvaldo Minotti, suo vecchio maestro, viene stimolata a frequentare la scuola d’arte di Cabiate. Per cinque anni studia la tecnica pittorica impressionistica, grazie anche all’insegnamento proficuo del pittore e restauratore Ezio Galliani. Segue lo stile degli artisti che hanno operato nei secoli che vanno dal quattrocento agli inizi del novecento, avendo scelto come tema la pittura paesaggistica. Conosce poi il pittore Giuseppe Sottile, noto acquarellista, con l’aiuto del quale si affina sull’impasto dei colori, dando più luminosità e vitalità ai propri quadri. In  seguito partecipa a mostre di pittura e concorsi presso vari comuni della Brianzae.galliani@alice.it

Geometrie

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Il Silenzio

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Quiete nel bosco

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Natura morta

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RECENSIONE
Dalla ricca tradizione paesaggistica  italica, Galliani trae sia l’impressionismo classico che quello romantico, liberandosi però dell’una e dell’altra corrente, e affidandosi solamente all’ispirazione dalla natura, alla diretta impressione dall’oggetto; nella fattispecie si tratta di laghi incantati, di cime innevate, di luoghi sacri, di paesi ridenti, raccogliendo appunto il meglio dall’eredità del passato, da lui razionalmente osservate e fagocitate, e adattandole al suo tempo. Galliani vive solo, lontano dall’intellettualismo dei critici e dei letterati, fin dai tempi giovanili si costringe a limitare il suo interesse artistico alle temperie di argomenti, forniti dalla natura, perché dall’ emozione ricevuta dal vero, passa ad una rielaborazione poetica della forma, sempre sostenuto dalla buona ispirazione. Quella dell’artista è una maniera di guardare ad una certa realtà figurativa legata ai modi del passato: il paesaggio, la cui storia raccolse nei secoli pittori ed artisti di varia e diversa statura, di fini ed orientamenti contraddittori. Il naturalismo, così come vogliamo definirlo, di Eugenio Galliani, è in definitiva un amoroso e trepido accostamento dell’individuo all’universo e, al contempo, la memoria del vissuto, nei suoi viaggi e nel suo rapporto narrativo; Galliani scoprì così l’aria aperta, l’en plein air, il bosco, i monti, le albe, i tramonti, il bagno del mondo esterno nei vapori e nelle nebbie, il vibrare della luce. Tutto viene annullato dall’ emozione che nasce dal dialogo fra l’artista-uomo Galliani e la natura. Si tratta, per concludere, del contatto tra un individuo semplice e una natura semplice, si tratta di intuire il palpito segreto della terra e di rappresentarlo sulla tela come una verità concreta.
         Renato  Tomasina

 

 

 

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Tramonto sulla vallata

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